Ossobuco alla milanese

INGREDIENTI
PROCEDIMENTO
Senza ossobuco non ci sarebbe nessun risotto. Da qui, ma non solo, l’importanza dell’ossobuco alla milanese, in dialetto oss buss. C’è del tenero tra il vitello e il ricettario classico milanese: non si tratta solo di una metafora perché, se è pur vero che il giovane bovino è protagonista di innumerevoli preparazioni, il merito sta proprio nella sua consistenza morbida. D’altronde stiamo parlando di un animale molto delicato, che è stato nutrito solo a latte e che non deve aver superato i 250 kg di peso.
Per l’ossobuco si usa il geretto posteriore tagliato a fette, comprensive di osso centrale e ricche di midollo. Grazie alla cottura in umido con poco brodo (la ricetta originale è “in bianco” perché il pomodoro diventò di uso comune soltanto nell’Ottocento) il midollo si scioglie, legando tutti i sapori con la sua consistenza cremosa. Uno degli obblighi da osservare è l’aggiunta finale di gremolada, un trito di aglio, prezzemolo e scorza di limone con acciughe opzionali che serve a bilanciare e insaporire la carne. L’oss buss è il contrasto migliore da usare su base gialla: canarino polenta, sbiadito purè, oppure oro risotto.